Fair Cities Days

ANNO: 2021

LUOGO: Bologna, Palazzo de' Toschi & Live streaming 

CLIENTE: Regione Emilia Romagna

PARTNERS: Regione Emilia-Romagna, Forlì, Modena, Reggio Emilia, WeWorld-GVC (Italia), Vejle (Denmark), ROPS (Poland), BRCT (Romania), Falköpings (Sweden), Alicante (Spain), Grad Spit (Croatia)

Fair Cities Days, evento europeo di tre giorni (9-10-11 giugno)


Il video di presentazione di “Fair Cities Days”, evento europeo di tre giorni (9-10-11 giugno). Conferenze, presentazioni, performance live, dibattiti, focus speciali legati all’Agenda 2030 insieme a tutti i partner del progetto, le autorità locali, le organizzazioni della società civile e tutti i progetti finanziati grazie a Shaping Fair Cities L’evento si svolgerà con un pubblico contingentato a Bologna, Palazzo de’ Toschi, e in live streaming sul canale Youtube channel e su Facebook. Verranno presentati i migliori risultati del progetto, i contenuti delle campagne e le esperienze locali, con la partecipazione e il coinvolgimento di autorità, stakeholder, esperti, partner di progetto e attori legati ai temi della sostenibilità. Focus speciali saranno dedicati in particolare a parità di genere, cambiamento climatico e migrazioni.

Link al video pubblicato da La Repubblica


OK BOOMER

ANNO: 2020

LUOGO: Italia

CLIENTE: Si Produzioni

PARTNERS: Istituto Luce Cinecittà

OK BOOMER


regia di: Andrea Gropplero di Troppenburg, Gianfranco Pannone
montaggio di: Fulvio Molena, Marzia Mete
produttore: Andrea Gropplero di Troppenburg, Gianfranco      Pannone, Luigi Tortato
produzione: Si Produzioni
paese: Italia
anno: 2020
durata: 70′
formato: colore
status: In postproduzione (02/11/2020)
link: www.filmitalia.org

Sinossi:

Durante la prima grande pandemia del millennio, Gianfranco, cinquantenne a domicilio forzato, riordinando vecchi ricordi, trova una cassetta video8 con immagini che risalgono ai primi di febbraio del 1990. Nella cassetta girata a Berlino mentre il muro veniva demolito, lui e Andrea, suo coetaneo e compagno di studi al Csc, provano delle scene del “cielo sopra Berlino” e camminano lungo i resti del muro innalzato nel 1962 dalla Ddr con le loro amiche Diletta e Sabina. Gianfranco riflette: cosa è stato il 1989? Quali speranze portava con sé? E cosa è avvenuto nella società e nelle nostre vite negli anni successivi, fino ai nostri difficili giorni? Decide così di cercare Andrea, invitandolo ad una riflessione comune, pretesto per dare poi un senso a tutto quel tempo divenuto disponibile. Nei mesi e nei giorni precedenti alla pandemia, milioni di giovani in tutto il mondo si mobilitavano per l’emergenza climatica scendendo nelle piazze del mondo tutti i venerdì. I vecchi rappresentanti dei vari parlamenti e istituzioni venivano da questi zittiti con una frase: “ok boomer”. Con questo “ok boomer” Greta Thundberg e i giovani di Friday For Future volevano significare che proprio la generazione nata dal boom economico (1948-1968) fosse la vera responsabile del furto di futuro che stavano subendo.
Così, nelle settimane della pandemia e anche nell’estate che segue, si sviluppa un dialogo a distanza tra Gianfranco e Andrea, a partire dal materiale berlinese, con frequenti incursioni nella rete, alla ricerca di frammenti di memoria che compongano il mosaico della loro esistenza in questi 30 anni. I due si scambiano brevi e provocatorie videolettere. E interpellano le loro figlie, ancora giovani, provando a cercare un filo rosso con Diletta, la ragazza, aspirante attrice, che in quel lontano febbraio 1990 li accompagnò lungo i resti del Muro di Berlino e che, simbolicamente rappresenta la giovinezza ormai lontana degli autori.

Gianfranco è di formazione socialista e oggi è un cattolico del dissenso. Crede in un riscatto possibile dell’umanità più umiliata e offesa, coltivando anche una speranza cristiana che purtroppo deve fare sempre i conti con i limiti dell’uomo. Andrea, un trasversalista – situazionista, militante anticapitalista, crede nel papa e nella chiesa, ma non in Dio, che anzi ritiene sia un paradosso filosofico. I loro punti di vista, accomunati dalla giovanile formazione marxista, si trovano talvolta in antitesi su tutto quello che concerne passato presente e futuro. Ma sono proprio i contrasti a comporre una visione complessa e plurale dell’umanità. Contrasti che creano talvolta anche situazioni paradossali e umoristiche.


ALFASIGMA

ANNO: 2020

LUOGO: Bologna

CLIENTE: Alfasigma

Ideazione e Produzione Cartone Animato

Cartoon Design and Production.


Storyboard dello spot di animazione per la campagna screening di prevenzione del tumore del colon retto.


IL COLORE DELLA FATICA

ANNO: 2018

LUOGO: Città del Messico

CLIENTE: Si Produzioni

PARTNERS: Istituto Luce Cinecittà

Link al sito

Mercoledì 16 maggio 2018 alle 19:00 presso l”Istituto Italiano di Cultura di Città del Messico si terrà la proiezione del film: Il colore della fatica, alla presenza del produttore Luigi Tortato.


Regia di: Andrea Gropplero di Troppenburg
Montaggio: Fulvio Molena
Produzione: Istituto Luce Cinecittà, Sì Produzioni
Distribuzione: Istituto Luce Cinecittà (Italia)
Vendite estere: Istituto Luce Cinecittà [Italia)

Paese: Italia
Anno: 2017
Durata: 60′
Formato: colore 


Sinossi:

L’unità d’Italia, a detta di molti, più che Garibaldi, l’ha fatta il giro. È in questa Italia che vogliamo raccontare uno degli eventi sportivi di maggiore rilevanza e affezione popolare. L’Istituto Luce, dalla sua fondazione ha documentato il “Giro”. Ideato dalla Gazzetta dello Sport nel 1909, interrotto durante le due grandi guerre, nel 2017 festeggerà la centesima edizione.

Il “Giro” non è solo la storia di “nasi dritti come una salita”, di “italiani in gita”, è la storia di un paese che ha saputo vivere le differenze linguistiche, economiche, gastronomiche, come una ricchezza e fondando su queste la propria identità nazionale. È la storia di mille fughe, di mille strategie di fuga, di come queste sono cambiate da Binda a Moser, di come è cambiato il gioco di squadra. Molti pensano che il ciclismo sia uno scontro tra individui, tra singoli soggetti con una forza sovrumana nelle gambe e dei polmoni d’acciaio, in verità pochi sport vivono una dinamica di squadra intensa come il ciclismo. Una squadra è composta da un capitano, un vice, i gregari, il velocista, il direttore tecnico, i meccanici e nell’epica del “Giro” per i non addetti è difficile capire chi ha maggiormente contribuito alla vittoria. La grande epopea del “Giro” non è solo il dualismo Coppi Bartali, di cui si è narrato molto, è storia di eroi popolari come Binda, Girardengo, Gimondi, Bugno, Moser e di altri uomini importantissimi e meno conosciuti, campioni, tecnici e gregari che concorrono a fare grande la storia del “Giro”. È anche la storia di quell’Italia che Mario Soldati cercava nei piatti tipici delle trattorie sparse nelle varie tappe, di una convivialità semplice, saporita e vera. Quell’Italia che pedalando ritrova dopo la grande guerra il coraggio nel futuro e tappa dopo tappa, regione dopo regione, paese per paese, scopre il boom economico, affidando ai singoli ciclisti l’orgoglio dell’appartenenza campanilistica.

Ci accompagneranno alla scoperta del “Giro” personaggi diversi che amano questo sport come: Romano Prodi che diverse volte ha partecipato da amatore alla “cinque passi”, Gianni Bugno due volte campione del modo ed attualmente pilota di elicottero al “Giro”, Francesco Moser, Franco Cordelli, Alessandro Bergonzoni, Giacomo Marramao, Marino Niola. Indagheremo su come sono cambiate le strategie, le tattiche, le fughe e le diete. Sono cambiate le biciclette ma anche gli atleti che grazie ai progressi della medicina, oggi sono monitorati e allenati per superare i limiti fisici. Vedremo le facce degli italiani del “Giro” sovrapporsi l’una sull’altra, in una stratificazione temporale fatta di sudore e lacrime di un’Italia che cambia per rimanere la stessa.

Un omaggio sorridente all’evento sportivo più amato dagli italiani nell’anno della sua centesima edizione.


IL VANGELO SECONDO MATTEO

ANNO: 2019

LUOGO: Bologna

PRODOTTO DA: Si Produzioni

Il mestiere del vescovo nell’interpretazione che dà alla sua missione l’Arcivescovo della Diocesi di Bologna, Monsignor Matteo Maria Zuppi.  Il film non è una celebrazione biografica, ma il fedele ed emblematico racconto cronachistico di una sua giornata di “lavoro” nei momenti privati e pubblici, dall’alba alla notte.

Zuppi, da tre anni, è un protagonista assoluto e una figura chiave della vita cittadina, una sorta di sindaco porporato, profondamente convinto che mettersi in gioco in ogni partita, parlare con tutti e agire per tutti – senza distinzioni di ceto, razza, confessione, ideologia, orientamento sessuale – sia l’unica via percorribile: lo vedi accanto ai sindacalisti e agli operai delle fabbriche in crisi così come alla mostra del fotoreporter Steve McCurry, lo vedi nelle cucine popolari che sfamano i senzatetto così come alla festa dei vigili del fuoco, lo vedi nell’aula magna dell’Università a dialogare con scienziati e ministri così come al fianco dei famigliari delle vittime delle Stragi nelle loro battaglie, lo vedi nelle assemblee studentesche come in testa alla Marcia della Pace con i rappresentanti delle altre religioni.

Nell’attuale contesto sociale nazionale e internazionale, l’esempio di Zuppi assume dunque un valore attuale fortemente politico, nel suo sorridente e conciliante quanto manifesto dissenso con le politiche di governo in tema di immigrazione, Europa e welfare.

 

Dalla sveglia nella sua abitazione privata nella Casa del Clero, con la colazione insieme agli altri sacerdoti ospiti di via Barberia e il trasferimento in bicicletta nella Cattedrale di San Pietro per celebrare la Messa delle 7,30, prima di affrontare tutti gli impegni previsti dalla sua fittissima agenda quotidiana: gli incontri istituzionali e non, le telefonate, la corrispondenza, i colloqui, i momenti di riflessione, preghiera, studio e magari anche relax, gli strumenti di lavoro e il dietro le quinte.

La giornata di Zuppi è vissuta in prima linea, “volando” freneticamente da un punto all’altro della sua Diocesi anche in moto, tra gli ultimi come tra i potenti: dalle piccole parrocchie di periferia o provincia ai workshop di Confindustria, dall’impegno per l’accoglienza ai migranti agli appuntamenti culturali e mondani, dai dibattiti accademici al volontariato, dall’assistenza agli anziani e ai malati ai convegni.


LE AVVENTURE DEL LUPO

ANNO: 2018

PARTNERS: Enza Negroni, Sofia Klein

Si Produzioni, in collaborazione con Sofia Klein, ha prodotto il film documentario Le avventure del lupo. Storia quasi vera di Stefano Benni di Enza Negroni che ha debuttato alla Festa del Cinema di Roma.

In un documentario biografico Stefano Benni si svela attraverso un viaggio nei suoi luoghi dell’anima, insieme ad amici, scrittori e musicisti, tra cui Daniel Pennac, Alessandro Baricco e Angela Finocchiaro. Un incontro molto ravvicinato dal quale emerge una sua visione del mondo, la sua particolare scrittura e poliedrica personalità. E, non ultima, la ragione del suo soprannome Lupo.



ART BACKSTAGE – LA PASSIONE E LO SGUARDO

ANNO: 2017

Produzione, in collaborazione con Manuela Teatini e Maxman Coop, del documentario “Art Backstage. La Passione e lo sguardo.” con Vittorio Sgarbi in occasione dell’allestimento della mostra “Da Cimabue a Morandi” a Bologna.

Production, in collaboration with Manuela Teatini and Maxman Coop, of the documentary “Art Backstage. Passion and insight.” With Vittorio Sgarbi in occasion of the set-up of the art exhibition “Da Cimabue a Morandi” in Bologna.



ABBECEDARIO DEL GIRO D’ITALIA

ANNO: 2017

LUOGO: Italia

CLIENTE: Istituto Luce - Cinecittà

L’Abbecedario del Giro d’Italia è un viaggio in ventuno lettere, quelle dell’alfabeto italiano con un Virgilio di eccezione: Davide Cassani, ct della nazionale di ciclismo. Ventuno lettere per ventuno tappe del Giro, un prontuario del ciclismo a portata di telefonino. Ma anche uno strumento per capire come il Giro ha davvero unito l’Italia, forse quanto Garibaldi, accompagnando il Paese nei suoi passaggi storici più difficili. Un doveroso omaggio all’evento sportivo e popolare più significativo del nostro Paese, nell’anno del 100° Giro d’Italia, con le immagini dell’Istituto Luce che lo segue fin della sua nascitadivider

Una produzione Istituto Luce-Cinecittà e Si Produzioni 

Regia: Andrea Gropplero di Troppenburg
Scritto da: Fernando Pellerano, Andrea Gropplero di Troppenburg
Montaggio: Patrizia Penzo
Riprese: Alessio Festuccia
Fonico: Simone Gambelli
Grafiche: Luigi Cammuca
Ricerche: Nathalie Giacobino
Organizzazione della produzione: Maura Cosenza, Marcella Leonetti
Si ringrazia Lombardo Bici


BANCA MONDIALE INDIA

In occasion of the publication of the World Development Report 2016 on behalf of the World Bank Si Produzioni has produced a documentary video about the economic and social impact of the internet in India.

 

Banca Mondiale – SI Produzioni vince gara per documentario in India

13 Aprile 2015

Come si vince un bando di gara della Banca Mondiale? Ce ne hanno parlato Alan d’Incà e  Luigi Tortato, che con la loro società SI Produzioni sono stati selezionati per la produzione di un documentario in India.

In vista della pubblicazione del Rapporto sullo sviluppo mondiale 2016, la Banca Mondiale ha pubblicato a dicembre 2014 un bando di gara per la produzione di un documentario di 25 minuti sull’impatto di internet, a livello di sviluppo economico e sociale, in India. Al bando ha deciso di partecipare la SI Produzioni, un’azienda con sede a Bologna che si occupa di promozione, comunicazione e marketing. Superata la prima selezione, con l’inserimento nella shortlist, la SI Produzioni è arrivata prima nella seconda e ultima fase, aggiudicandosi la gara. Abbiamo chiesto ad Alan d’Incà e Luigi Tortato di raccontarci la loro esperienza.

Quali sono, secondo voi, i requisiti del vostro progetto che più degli altri vi hanno permesso di vincere la gara della Banca Mondiale?   

Riteniamo che il nostro progetto abbia quattro principali punti di forza. Prima di tutto, il dettaglio con cui sono state approfondite le tematiche richieste, unitamente alle credenziali delle specifiche professionalità messe a disposizione per l’esecuzione dell’incarico. Terzo punto di forza importante è l’aver dimostrato di poter operare in ambito internazionale. Infine, crediamo sia stato utile aver autonomamente suggerito, nella sezione del bando dedicata a eventuali proposte, una serie di azioni aggiuntive che ci sembravano utili per il raggiungimento di un risultato ottimale.

Ora che vi siete aggiudicati la gara, come intendete impostare il lavoro di implementazione vera e propria del progetto?

L’implementazione del progetto è appena iniziata e in questa fase siamo concentrati sull’impostazione del processo lavorativo tra la nostra realtà, i nostri referenti all’interno della Banca Mondiale e le altre realtà, anch’esse consulenti della Banca, con le quali collaboreremo alla realizzazione del prodotto finale.

Dopo questa prima esperienza, partecipereste a un’altra gara della Banca Mondiale o di un altro istituto finanziario internazionale? 

La nostra esperienza, al momento, è molto positiva, quindi sicuramente parteciperemo ad altre gare. Ciò che ci ha maggiormente colpito in positivo è l’assoluta correttezza e trasparenza  con cui si è svolta la fase dinegoziazione del contratto.

E’ un’esperienza che consigliereste ad un’altra impresa?

E’ un’esperienza che consigliamo a tutti. A volte, traguardi che sembrano inavvicinabili sono alla portata di tutti, a condizione che vengano perseguiti con professionalità, determinazione, passione  e – perché no – anche un po’ di  curiosità.

http://www.fasi.biz/it/finanza/20-approfondimenti/12439-banca-mondiale-si-produzioni-vince-gara-per-documentario-in-india.html#.VSunMSweVxM.facebook

Banca Mondiale: partecipare con successo a un bando, il caso della SI Produzioni

23 Gennaio 2015

Perchè partecipare a un bando di gara promosso da un istituto finanziario internazionale? Quali sono le strategie da attuare per avere successo? Quanto contano la professionalità e l’esperienza? Lo abbiamo chiesto ad Alan d’Incà e Luigi Tortato, che con la loro società SI Produzioni sono stati selezionati per la shortlist di un bando della Banca Mondiale.

La SI Produzioni è un’azienda con sede a Bologna che si occupa di promozione, comunicazione e marketing, dall’ideazione di un evento alla gestione di tutte le componenti che ne determinano efficacia. L’esperienza di questa piccola impresa con la Banca Mondiale inizia con la partecipazione ad un bando di gara dal titolo “Produzione di un video su Internet per lo Sviluppo”. In vista della pubblicazione del Rapporto sullo sviluppo mondiale 2016, la Banca Mondiale ricercava un’azienda per la realizzazione di un documentario sull’impatto di internet a livello di sviluppo economico e sociale in India. La SI Produzioni ha presentato un’offerta che le è valsa l’inserimento nella shortlist. A questa prima fase di selezione ne seguirà una successiva, che si concluderà con l’aggiudicazione della gara da parte di un’unica impresa. Abbiamo chiesto ad Alan d’Incà e Luigi Tortato di raccontarci la loro esperienza.

Come è nata l’idea di partecipare a un bando di gara della Banca Mondiale?

La nostra politica aziendale è sempre stata quella di dedicare parte del nostro tempo e delle nostre risorse alla ricerca di nuove opportunità con particolare attenzione all’ambito pubblico e istituzionale. Ogni anno selezioniamo alcuni bandi e gare di appalto a cui partecipiamo. Solitamente, il nostro perimetro è di carattere nazionale, ma quando ci siamo imbattuti in questa opportunità abbiamo ritenuto di avere le ‘carte in regola’ per poter provare ad accedere all’incarico.

Quali sono gli ostacoli maggiori che avete incontrato durante il processo di partecipazione alla gara?

L’ostacolo principale, in questo caso come nel caso di altre gare a cui abbiamo partecipato, risiede nel costruire con rapidità un gruppo di lavoro dedicato che corrisponda ai requisiti e alle competenze richieste. Come piccola agenzia, infatti, non sempre abbiamo al nostro interno le figure necessarie a ricoprire i ruoli richiesti. Fortunatamente, nel corso degli anni abbiamo costruito una serie di relazioni stabili con una serie di realtà produttive e professionalità che ci permettono di affrontare anche le sfide piu impegnative.

Quanto conta disporre di una persona specializzata – interna o esterna all’azienda – che assista e fornisca consulenza specifica durante tutto l’iter, dall’individuazione della gara alla scrittura vera e propria dell’offerta?

Il ruolo di un tutor è fondamentale nella predisposizione di tutta la documentazione e, in modo particolare, per la capacità di ‘visione complessiva’ di quanto richiesto nel bando o nella gara. Per noi il tutor è stata una figura chiave nell’aiutarci a trasmettere nel miglior modo possibile e attraverso un linguaggio – non in senso linguistico ma semantico – comprensibile agli interlocutori della BM le nostre proposte e competenze. È fondamentale fare arrivare le informazioni giuste alle persone giuste nella maniera piu efficace. Riteniamo che sia questo il ruolo del tutor che ci ha seguito in questa prima fase di selezione.

Che consigli dareste ad un’impresa interessata a partecipare a un bando della Banca Mondiale? Quali requisiti bisogna assolutamente possedere? Quali sono le mosse da evitare?

Il consiglio che ci sentiamo di dare è sicuramente quello di provarci. È fondamentale analizzare in profondità e con attenzione la documentazione iniziale e capire se nell’ambito della propria azienda e dei propri collaboratori e fornitori si possono reperire le professionalità e la capacità produttiva richieste. Come in qualsiasi incarico è fondamentale non essere frettolosi e approssimativi, valutare ogni aspetto e concentrarsi a rinforzare i punti che sembrano più deboli all’interno della proposta. Dopo questa nostra prima superficiale esperienza, possiamo sicuramente dire che accedere ad una fase di selezione avanzata da parte di organizzazioni internazionali prestigiose come lo è la BM è possibile e alla portata anche di aziende piccole e piccolissime come lo siamo noi. L’importante è, come detto, non sottovalutare alcun aspetto, riporre il massimo impegno nella costruzione dell’offerta, affidarsi ai preziosi consigli dei professionisti coinvolti e, in ultimo, del tutor che ha la visione complessiva di quanto prodotto.

http://www.fasi.biz/it/finanza/20-approfondimenti/12080-banca-mondiale-la-storia-di-successo-della-si-produzioni.html



“MARIA IL VIAGGIO”

ANNO: 2014

CLIENTE: Rai Cinema

Co-produzione con Rai Cinema del documentario “MARIA IL VIAGGIO” di Fiorenza d’Alessandro.

Coproduction with Rai Cinema of the documentary video “Maria Il Viaggio” directed by Fiorenza d’Alessandro.

IL VIAGGIO
Mettersi in viaggio, sfidare se stessi, è una metafora che già da Omero, nella nostra cultura Mediterranea, incuriosisce sempre. L’obiettivo di questo documentario, non è tanto quello di soddisfare la curiosità, ma è il desiderio di tracciare un cammino da fare insieme verso la consapevolezza della nostra identità spirituale.
Siamo nelle Marche e al centro di una corona di colline vediamo il “Cristo delle Marche” che si erge su una vetta, ponendoci ai piedi della croce ci troviamo in linea perfetta con la Madre del Cristo a Loreto, dove rivive la “Santa Casa di Nazareth” la casa come luogo di protezione e rifugio in cui è venerata la Madonna Nera. Questo documentario è pensato come un viaggio di conoscenza da condividere attraverso l’esperienza della gente per divenire più consapevoli. E’ un po’ come vederci meglio, le testimonianze e i racconti realmente accaduti di episodi personali costruiscono il percorso raccontato al fianco di quello che faremo nei luoghi Mariani. Gli studi recenti delle pietre, dei graffiti e di altri documenti, scevri da elementi leggendari confermano e attestano l’autenticità della Santa Casa. 720 anni fa è iniziata la storia e la fama del Santuario. Il piazzale, a volte vuoto, ci introduce in questa grande chiesa che “protegge” quei “Sacri Muri”, testimonianza di una spiritualità forte tra la gente delle Marche, che serpeggia quasi sotterranea verso il bisogno di convogliare dalla terra verso il cielo il fluido di un profondo “sentire”. Il viaggio continua passando alla “Casa della Madre Maria” a Efeso (Turchia) un Santuario ecumenico, la casa dove Maria visse dopo la morte del Figlio. Gli Atti degli Apostoli parlano a lungo della Chiesa di Efeso nata dalla predicazione di Paolo e di Giovanni. Meryem Ana è diventato un luogo dove mussulmani e cattolici pregano insieme abitualmente e insieme portano ex voto di ringraziamento. Coadiuvati dal ritmo delle interviste e testimonianze, attraversiamo il mare per arrivare a Medjugorje meta di numerosi pellegrinaggi. In questo luogo troviamo la moltitudine, il bisogno:
– di essere guidati verso la pace con se stessi;
– di riempire il vuoto trovandosi tutti insieme nel piazzale della “Regina della Pace” per alleviare i propri dolori; e di essere attratti da un’energia positiva verso tutti.
Medjugorje tra le montagne bosniache, è il terzo incontro che facciamo con la Madonna, per vivere insieme: “la presenza sensoriale ed emozionale” nella modernità del messaggio. Rientriamo attraversando il Mar Adriatico immaginando un ponte di pace, tra le due Madonne, una di fronte all’altra.
LA LINEA
“Maria, il viaggio, da Loreto a Medjugorje, passando per Efeso” l’idea del titolo, stabilisce un ponte di spiritualità tra due territori (dal 2014 fanno parte della Macroregione Adriatico Ionica, diventando per la UE una unica regione) che vivono la stessa esperienza con una cultura ed un approccio completamente diverso. Per le forti emozioni, cattolici di tutta Europa riempiono il piazzale della chiesa di Medjugorje spinti da fervore e speranza nel cogliere in quei messaggi le indicazioni della via da intraprendere, persone che attraverso l’esperienza del messaggio Mariano hanno cambiato la loro vita e quelle di altri che continuano a cercare una risposta.
Lo STRUMENTO
Le testimonianze con le immagini sono per questo racconto la comunicazione più diretta e coinvolgente per chi ascolta; una narrazione metterebbe a dura prova la parte razionale del fruitore. Nel documentare le storie di quel materiale umano con le tutte le sue emozioni ritroviamo anche, la memoria, il presente e il futuro di questa gente. Alcune tra le domande: Che amore desideri? Che vita vuoi? Come uscire dalle ferite?Che cosa è successo in te? Saranno come sassi nell’acqua, che si tuffano dopo qualche salto sulle onde formando dei cerchi in espansione.
I LUOGHI
Questo documentario è un viaggio che va vissuto personalmente; è un racconto strutturato sulla composizione ritmica di immagini, testimonianze/esperienze e musica. Sarà l’energia di questi luoghi a trasmettere l’emozione della bellezza.
IL MESSAGGIO
– Che cosa indurrà il pubblico a seguire questo viaggio da una sponda all’altra dell’Adriatico ? La conoscenza un granello in più verso la consapevolezza.
– E’ importante essere osservatori guardando dal “di dentro” come testimoni imparziali, un tessuto umano che si confronta per poter attingere spunti da offrire alle diverse sensibilità delle persone.